La Ryuta Kebari

Buongiorno Tenkaristi!

Era da un pò di tempo che mi ronzava in testa l’idea di realizzare un video costruttivo sulla Ryuta Kebari (da qui in poi “R.K.” per comodità), la mosca creata da sua maestà, il Re dei bracchi Giapponesi, Ryuta Okano.  🙂

Scherzi a parte. Questa kebari dalla forma alquanto insolita ha riscosso e sta tuttora riscuotendo un enorme successo tra i pescatori Italiani. Perchè?                                             Beh, perchè è un dressing che per qualche ragione piace particolarmente alle trote.           Sia quelle italiane che quelle straniere (Io la uso con grande soddisfazione anche qui in Giappone).Non solo , la R.K. è talmente convincente da ispirare immediata fiducia nei pescatori che la usano. E si sa , la fiducia nel proprio artificiale è essenziale per una pescata di successo.
Con la R.K. ho preso di tutto durante tutto l’arco della stagione piscatoria.
Il periodo di maggiore efficacia , tuttavia , sembra situarsi tra la fine della primavera e l’inizio della stagione estiva. Questa kebari vuole imitare una grossa formica alata (Ryuta correggimi se ricordo male) e , guarda a caso , le formiche alate (e non) sono tra i cibi preferiti delle trote.

Il dressing ,a mio parere ,è un po troppo complesso per poterlo inserire nella categoria “Kebari tradizionali giapponesi” ma , in tutta franchezza, lasciare a casa una mosca così convincente è da sconsiderati ( o da pescatorelli).

Ma bando alle ciance , veniamo al sodo.
Se cliccate su “GUARDA IL VIDEO” qui sotto verrete rediretti direttamente al mio canale YouTube dove potrete visionare il video. Mi auguro che sia di vostro gradimento!

GUARDA IL VIDEO

 

Se il video vi è piaciuto mettete un like e lasciate un commento (anche qui sul blog).           Le critiche costruttive sono sempre apprezzate, sopratutto per principiante in materia di filmografia come me.

In omaggio per voi anche il disegno del dressing originale by Ryuta Okano.

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Andate e costruite! 🙂

Alla prossima!

Saluti

Akai

 

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Kii-Hanto 

Vorrei condividere con voi qualche foto della giornata di ieri passata a pescare in una bellissima ed Impervia valle nelle montagne del Kii-Hanto (Penisola di Kii). 

imponenti torri di roccia dominano il torrente ( circa 200 mt più in basso)

Membri della “spedizione” : Akai,Eiji Yamakawa , Hiroyuki Bunno, MasamiTanaka. 

Si parte!

Il bello delle montagne di questa parte del Giappone è che sono abbandonate alla natura. Un tempo la fiorente attività del taglio della legna garantiva la costante presenza dell’uomo e ,di riflesso , la tracciatura e manutenzione dei sentieri e delle baite . Il crollo del mercato del legno degli anni ’70/’80 ha però ribaltato la situazione e le montagne del Kii-Hanto sono ora frequentate solo dagli animali e dai pescatori più avventurosi che sfidano , carta e bussola alla mano, questi luoghi impervi e bellissimi.

Dal punto di partenza al punto di arrivo servono circa 3 ore di cammino misto ad arrampicata per affrontare circa 1200 mt di dislivello complessivo. Una camminata tosta su un terreno non facile dove , a causa delle rocce friabili, i migliori appigli sono spesso solo le radici degli alberi.  Bisogna inoltre stare attenti a dove si mettono le mani per evitare litigi con i pericolosi , benchè interessanti , rettili locali.

Mamushi – la vipera del Giappone ( Gloydius blomhoffii)

La sforzo fisico della camminata è però ampiamente ripagato dalla bellezza del torrente e dalla consapevolezza della presenza in esso di tante bellissime trote Amago ( anche di buona taglia) che ha detta del mio amico Eiji sono caratterizzate da macchie parr tondeggianti.

Alberi e acqua per km e km. Che spettacolo!

Avvicinandoci al corso d’acqua ci imbattiamo nelle rovine di una vecchissima baita montana ed ho la grande fortuna di fare un piccolo ritrovamento archeologico. Un pezzo di una coppa in ceramica con una rappresentazione dipinta a mano assolutamente squisita.
 

La trota Amago è un pesce molto difficile da pescare. Di tutti i salmonidi che ho avuto la fortuna di osservare l’Amago è indubbiamente il più astuto e scaltro. Concede un solo attacco all’artificiale e se la ferrata va a vuoto il pesce si intana per il resto della giornata.                     
Spesso, tale attacco, non è altro che un astuto colpo di coda dato al solo scopo di verificare che non si tratti di un tranello. Per catturare le Amago ( sopratutto quelle di buona taglia) bisogna quindi avere i nervi molto saldi e saper aspettare il momento giusto. Avendo un po di esperienza di pesca in Giappone non mi risulta troppo difficile realizzare diverse catture.
 

Eiji aveva ragione! Hanno le macchie Parr tondeggianti!

Un’altra bella trota Amago


Peschiamo con grande concentrazione dalle 9.00 alle 12.00. Il posto dove ci fermiamo è paradisiaco è decisamente adatto per cucinare e consumare i Sōmen,  finissimi spaghetti che , una volta cotti , vanno raffreddati con l’acqua del torrente. 

Set cucina da zaino per non farsi mancare nulla!

l’allegra brigata durante il pranzo


Ovviamente per un esuberante straniero come me un buon pasto non basta per raggiungere uno stato di totale relax.     Ho bisogno di sentire la natura sulla mia pelle e sentirmi vivo! Quale modo migliore di un bagno nell’acqua gelida? 🙂 

” V ” di Vittoria! Ho finalmente le chiappe al fresco!


Dopo il meritato relax riprendiamo a pescare. Siamo accecati dalla bellezza del torrente e dei suoi abitanti. Ragazzi , questi posti fanno veramente bene allo spirito. 

A pesca in uno smeraldo !

Amago di circa 26 cm , la più bella della giornata.

la Ryuta Kebari è una delle mosche più letali in questi posti


Quando ci si diverte il tempo passa in fretta ed in men che non si dica si fanno le 3 del pomeriggio. È ora di affrontare le 3 ore di cammino che ci separano dalla macchina. Partire alle 3 vi sembrerà presto ma in queste valli è obbligatorio rientrare per tempo per evitare di rimanere intrappolati dall’arrivo del buio che qui , in questa stagione, arriva verso le 18:30. Ricordate, la sicurezza prima di tutto! 

Eiji stanco ma felice dopo aver completato la camminata di rientro

Anche Tanaka deve riprendere il fiato

A chiudere il traguardo il signor Bunno. Quest’uomo ride sempre e con il suo inguaribile buon umore è una colonna portante del nostro gruppo.


Amici , per concludere vi dirò una cosa sola. Venite nel Kii – Hanto a pesca con me! Non ve ne pentirete! Promesso!!!

Saluti 

Akai

ATTREZZATURA

Mosca : Ryuta kebari su amo Maruto      D04 BL 

Tip : Toray Chosey high grade fluorocarbon 100% 0.148 mm.

Lenza : YGK ultra sight fluorocarbon del #2 (0,24 mm)

Canna : Daiwa custom Midori 4.5 m

Slamatore : Trout hook releaser by Ryuta Okano designs ( una vera bomba! ) 

Tenkara on the road 

In terra Nipponica la prima settimana di maggio significa vacanza. I Giapponesi definiscono questo periodo festivo “Golden week”( sì , usano proprio l’inglese)  che tradotto in italiano si traduce come “settimana d’oro”. Grazie allo status di “straniero giapponesizzato” anche io ho la fortuna di godere di questa bella settimana che cade proprio in pieno periodo primaverile. 

Per un caso fortunatissimo mi sono trovato libero da doveri ed impegni famigliari e non mi ci è voluto molto a chiamare il mio buon amico Kura-chan per programmare una intera settimana di campeggio e  Tenkara. Obbiettivo : Pescare le migliori acque da trote delle Alpi del centro Giappone. 

Cercheró di farvi un breve resoconto fotografico del viaggio ,giorno dopo giorno ,nella speranza di riuscire a trasmettervi qualcosa di bello. 

GIORNO 1 e 2 

Kura-chan alla guida

I primi due giorni della vacanza li abbiamo dedicati alla pesca nella parte montana della prefettura del Fukui. Più precisamente nella zona del fiume Kuzuryū. Avendo trovato situazioni di pesca ottimali (nuvoloso con temp. esterna 24 ºC , temp. acqua 12 ºC) abbiamo fatto il botto divertendoci a catturare numerose trote Amago , Yamame e combattive Iwana.

 

kura chan con una bella “shaku iwana”

  

Ed una altrettanto bella Yamame

 
 Puro divertimento vedere questi pesci lanciarsi sulla Ari kebari e la Ryuta kebari con grande voracità. 

 

Iwana

  
 

Una bella Amago catturata su una fragorosa bollata

 
  
   

la cattura del week end va a me! Iwana da 33

 
 

la Daiwa custom Midori mi sta dando tante soffisfazioni

  

Shaku Yamame catturata durante una schiusa pazzesca

  

un ‘altra bella Yamame per Kura-chan

  

Anche Otani ci ha raggiunto. Shaku iwana anche per lui!

 

Una delle cose belle della pesca in Giappone è il dopo pesca.  Cibi cotti su fuochi di campo , birra a fiumi e racconti di pesca con gli amici aiutano a dimenticare facilmente le noie e preoccupazioni della vita moderna.   

kura-chan mentre prepara la cena

io e kura davanti alla Tenkara car

 

Anche Yossi ci ha raggiunto per la serata


    

 

Ukulele serale

 
E questo week-end è giunto al termine. Ma domani la vacanza continua!! Cercherò di aggiornarvi sulla situazione ogni 2 giorni, continuate a seguirmi! 

Saluti 

Akai
ATTREZZATURA

Mosca : Ari kebari su amo Maruto C47Bl del n.14 / Ryuta kebari su amo Maruto D04 BL 

Tip : Toray Chosey high grade fluorocarbon 100% 0.148 mm.

Lenza : YGK ultra sight fluorocarbon del #2 (0,24 mm)

Canna : Daiwa custom Midori 4.5 mt 

 

Apertura 2016 – Tenkara Italiana

Cari amici,
Un viaggio di lavoro capitato con tempismo perfetto mi ha permesso di aprire la stagione di pesca 2016 sul mio patrio suolo, L’italia.
Prima di imbarcarmi sul volo Osaka – Milano non sapevo se sarei riuscito veramente a bagnare le mie moschette nei torrenti italiani. Avevo una tabella di marcia molto serrata con solo qualche giorno libero nel week-end che volevo , tra l’altro, dividere anche tra famiglia e amici.Tuttavia la forte speranza mi aveva indotto ad infilare canna , waders e scarponcini in valigia.
Mentre avvolgevo la mia daiwa sagiri nella plastica a bollicine, sotto lo sguardo divertito di mia moglie ,la mia mente passava in rassegna, senza sosta,  potenziali date, località , variabili meteo e molto altro.
Dopo l’arrivo in Italia e dopo alcuni giorni di lavoro , con mia grande felicità, l’idea di portare l’equipaggiamento da Tenkara si rivelava azzeccata. Una breve chiamata al mio caro amico Ryu-chan confermava i dettagli della giornata.
“Sabato 5 Marzo è libero, si va a pesca!!”

CLAUDIO TIRONI 

Durante la settimana lavorativa il tempo era accettabile ma , dio solo sa il perché ,Sabato era l’unico giorno in cui davano tempo infame. Temperature in forte calo , pioggia e neve. “Porca miseria Sig.Murphy*!” , “E’ l’unico giorno in cui posso pescare in Italia!”.
Optiamo per il fiume Serio in virtù della sua vicinanza a Milano e anche perché ero particolarmente interessato a conoscere un pescatore del posto che mi aveva affascinato con i video delle sue catture postati su Facebook. Il Sign. Claudio Tironi.
Con lui abbiamo appuntamento alle 11.00 al bar panetteria di Ponte Nossa.
“Un tipo veramente simpatico”penso,  mentre chiacchieriamo di pesca davanti ad un buon cappuccino. Claudio abita nella bergamasca e per lavoro passa spesso nelle vicinanze del fiume. Così , quando ha un momento libero e vede che le condizioni sono buone, tira fuori la sua canna da Tenkara per fare due lanci, catturando spesso pesci da sogno.

*Il Sig. Murphy della “legge di Murphy”

IL FIUME SERIO

Dimostrando grande gentilezza e disponibilità Claudio ci accompagna ad uno spot di sua conoscenza. Sfortunatamente non può pescare con noi a causa di altri impegni.
Una bella foto ricordo , una vigorosa stretta di mano e se ne va, lasciandoci soli con il fiume. E’ stato un vero piacere conoscerlo.

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Fa freddo. Ci sono 2°C e mentre ci avviamo verso il fiume la pioggia batte forte ed incessante sui nostri impermeabili. Un pescatore normale sarebbe rimasto a casa.
Guardo Ryuta, cercando di interpretare il suo stato d’animo. E’ fin troppo facile.
Il suo sguardo è perso tra le correnti ed i raschi e i suoi occhi esprimono fredda determinazione. “Bene” , penso , “il fiume lo ha già catturato”.

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Cominciamo a pescare. Io con la Ari kebari e Ryuta con la sua Ryuta kebari.
Pesco a sommersa. Sfrutto le correnti discendenti per portare la Ari in profondità per poi lasciarla derivare nella maniera più naturale possibile. Il pesce non è in attività e sospetto quindi che sosti pigramente vicino al fondo. Seguo con sguardo attento la level rosso fuoco che ,vibrando,  scorre sopra una bella lametta. All’improvviso la lenza sobbalza ed io ferro d’istinto. “C’è!”
La prima trotella della giornata appare in superficie.

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“Evviva!” il cappotto è evitato!
Mi fermo un attimo per godermi il momento e per osservare il mio amico.
Pratica la sua tecnica preferita. Posa la sua kebari galleggiante sul pelo dell’acqua a monte della sua posizione e ne segue la deriva a canna alta per far si che solo la mosca (neanche il tip) tocchi l’acqua. Verso la fine della passata porta poi la canna in direzione opposta alla corrente , pescando in trattenuta leggermente accompagnata.

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Pesca così per 20 minuti buoni senza prendere nulla finché il fiume decide di premiare la sua tenacia. Si apre infatti , con nostro grande stupore , una piccola finestra di attività.
Il pesce bolla e Ryuta ferra 3 trotelle una dietro l’altra. Lo vedo sorridere. Siamo entrambi contenti perché con il tempo che c’è le probabilità di cappotto erano veramente elevate.
Continuiamo a lanciare ed il tempo peggiora ulteriormente.  la temperatura si abbassa ancora e cominciano a scendere grossi fiocchi di neve.

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Non un grosso problema.Oramai abbiamo capito come mangia il pesce e siamo in pesca.
I pesci , di taglia interessante , cominciano a farsi vedere.

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I sassi , a causa della neve , diventano molto insidiosi. Fa molto freddo e la visibilità è scarsa. Ryuta mi confessa di far fatica a distinguere la sua kebari dai fiocchi di neve , tanto sono grossi.  Ma ci stiamo divertendo come non mai e non pensiamo minimamente di mollare. E via con altri bei pesci…

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Dopo 3 ore e mezza di pesca ed una ventina di pesci a testa decidiamo di ritirarci.
Ho i waders bucati e comincio a non sentire più i piedi.
Siamo infreddoliti ma al settimo cielo. E’ ora di fare la foto di fine giornata.
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Concludiamo questa spettacolare apertura consumando tè giapponese e onigiri prima…

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E cioccolata calda con biscotti a seguire.

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Che dire ,  quando vado a pesca con Ryuta vengono sempre fuori delle gran belle giornate!.

NOTE CONCLUSIVE

Ringrazio ancora calorosamente Claudio Tironi per la sua gentilezza.
Un doveroso ringraziamento va anche al caro amico Marco Biava per il supporto logistico senza il quale ne io ne Ryuta saremmo riuciti a prendere un solo pesce.
Sto parlando di una ottima colazione, di una canna da tenkara (avevo dimenticato la mia a Milano dopo averla portata dal Giappone)  e di impermeabili imbottiti ricevuti in ottimo stato e restituiti poi, con gran faccia tosta e vigliaccheria, completamente inzuppati. 🙂
Perdonaci bracco!

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Ho bisogno del vostro supporto per scrivere di più!

Grazie e alla prossima avventura!

Saluti

AKAI

 

 

 

ATTREZZATURA

Mosca : Ari kebari su amo Maruto C47Bl del n.16
Tip : Toray Chosey high grade fluorocarbon 100%  0.148 mm.
Lenza : YGK ultra sight fluorocarbon del #2 (0,24 mm)
Canna : Tenkara Tanuki 375

 

Daiwa Rinfu 45″Midori”

Cari lettori ,

Qualche giorno fa mi è arrivata dall’Italia la Daiwa Rinfu 45 “Midori”.
Si tratta di una versione custom della mia personalissima Daiwa Rinfu 45 SR elaborata da un bravissimo (per usare un diminutivo)pescatore  e artigiano Italiano* e ribattezzata da me con il nome “Midori”.

Per comprendere la customizzazione bisogna fare una piccola premessa.
La Daiwa Rinfu 45 SR non è una canna specifica da Tenkara ma è una canna da Esa Tsuri (pesca con esca naturale Giapponese) che , per proprietà ed azione, si presta magnificamente bene al lancio di level line sottili.
Le canne da Esa tsuri vengono tipicamente usate a due mani e sono sprovviste  di manico. Quando si utilizzano tali canne per pescare a Tenkara ,con una mano sola, si ha spesso la sensazione di avere in mano strumenti un poco sbilanciati(sopratutto nelle misure lunghe) e non particolarmente comodi. Ecco quindi che l’aggiunta di una impugnatura che corregga la bilanciatura della canna e che permetta, allo stesso tempo, una presa comoda e rilassata, risulta particolarmente importante.

Ed ecco che la mia Daiwa Rinfu 45 SR  si è trasformata in una canna completamente nuova grazie al manico in EVA di 30 cm sagomato sulla base della forma e dimensione del mio palmo.
Anche il peso , logicamente , aumenta. Si passa dai 57 gr. dell’originale ai 98 gr della versione custom. L’aspetto paradossale è che , alla prova pratica,  la canna sembra più leggera nella versione custom (più pesante).
Magie del bilanciamento 🙂

A seguire alcune foto.

ORIGINALE :

 

VERSIONE CUSTOM “MIDORI”:

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SPECIFICHE :

Lunghezza da estesa : 4.5 mt
Lunghezza da chiusa : 58.1 cm
N. sezioni : 9
Peso : 98 gr
Diametro cimino : 0,6 mm
Diamentro sez. base : 18.5 mm
Caratteristiche principali : Precisa e pulita nel lancio – perfetta per il combattimento con pesci di taglia.

Ecco tutto. Spero che questa versione custom vi sia piaciuta.
Sarò più che felice di farvi provare la “Midori” quando ci incontreremo a pesca!

Saluti

AKAI

*Non ho scritto il nome di questa persona, che ringrazio ancora di cuore, per questioni di riservatezza.

Costruzione : la Ajari Kebari

Cari lettori ,

Con estremo piacere vi presento il video costruttivo di una tra le kebari più catturanti che io conosca. La Ajari Kebari.
Questa mosca prende il nome dal suo costruttore Saigo Kazumi ( detto Ajari),caro amico e compagno di numerose Tenkarate.
Su mia richiesta ha registrato per voi le fasi costruttive della sua mosca.

La Ajari kebari viene costruita principalmente nelle misure del 12/14/16 e va utilizzata principalmente pescando in trattenuta accompagnata , Tomezuri o utilizzando la tecnica del Sasoi.
Questa mosca mi ha dato enormi soddisfazioni sia in Giappone che in Italia.

Beh , che altro dire? Buona visione e buona costruzione.

GUARDA IL VIDEO  

Saluti
AKAI

P.S. : Se non l’avete ancora fatto , cliccate su “Iscriviti” sulla colonna in alto a  destra per iscrivervi alla newsletter del blog e ricevere tutte le novità in tempo reale. Grazie!

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Una bella Yamame catturata con la Ajari Kebari

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SHOGAWA

 

Resoconto di una pescata estiva.

Venerdì sera ; Il week-end è finalmente arrivato.
Una rapida occhiata all’orologio , zaino in spalla e via , di corsa verso la stazione di Ibaraki dove ho appuntamento con  il mio amico Kura.L’appuntamento è per le 21 ma  alle 20.30  siamo entrambi in macchina ,emozionati e carichi di aspettative come due bambini al primo giorno di scuola.
La nostra destinazione è il fiume Shogawa , un famoso corso d’acqua situato nelle montagne della prefettura di Gifu (parte centrale dell’isola di Honshu).
Dopo 4 ore di macchina passate a parlare principalmente di pesca, eccoci finalmente nel paesino di Hirase , situato a poche centinaia di metri dal nostro obbiettivo.
Dopo pochi minuti ci raggiungono altri due amici , Otani  e Go. Qualche chiacchiera , una birra e via a nanna.
Il nostro albergo per la notte , o meglio , per qualche ora(la sveglia è per le 5), è il grosso parcheggio di un centro turistico.
Materassino in espanso , sacco a pelo e “taaac” ,a dormire per terra come un vagabondo (cosa perfettamente normale e sicura in Giappone).
La notte calma , rischiarata da una luna magnifica, mi culla dolcemente accompagnandomi verso un rapido sonno.

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Dopo qualche ora l’alba fa capolino e mi dice che è finalmente ora di andare a pesca. Evviva!!
Dopo pochi minuti di preparazione ( amo la semplicità della Tenkara)io e il mio amico Otani siamo pronti per pescare e con gli occhi ancora gonfi di sonno ci avviamo verso il  fiume.
I primi raggi di sole fanno capolino tra le montagne mentre l’acqua scorre gorgogliando.
Che sensazione di pace.

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Vabbè , sarà anche ora di vedere se qualche pesce ha intenzione di mordere la mia mosca.
Fluorcarbon dello 0,14 , una Ari kebari e via , comincio a lanciare sondando raschi , buche e correntine.

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Sono veramente sorpreso , questo torrente è strapieno di piccole trote Yamame che con grandissima voracità si avventano sulla mia kebari con sbandate ,salti , piroette e acrobazie degne di uno show di delfini.
Sono trote piccole ed inesperte che sbagliano spesso a mangiare la mosca. Scendo di misura misura dell’amo e ne prendo diverse. Certo , sono trote in miniatura , ma sono dei piccoli gioiellini.

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Anche il mio amico Otani che pesca davanti a me ne prende diverse. La cosa che mi colpisce di più , però , è il gioco di luce che rende la sua level line estremamente visibile. Ne approfitto per immortalarlo in foto.

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Sono passate un paio d’ore da quando abbiamo iniziato a pescare  ma il sole picchia e comincia a fare caldo. Decidiamo perciò di  spostarci a pescare in un piccolo riale in mezzo ad un bosco.L’ombra potrebbe aiutarci a realizzare qualche bella cattura.

Il riale è minuscolo e c’è poca acqua. Faccio un pò fatica a credere che possa ospitare pesci di taglia.Tuttavia Kura , che ci ha appena raggiunti , ci consiglia di provare lo stesso.

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Dopo essersi svegliato tardi anche il mio amico Kura decide di pescare un po.

Cambio mosca , è ora di usare la mia seconda mosca preferita, la micidiale  Ryuta kebari

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Ryuta kebari che sfarfalla da un esoscheletro di Plecottero.

Lancio con precisione in una piccola correntina e dopo pochi secondi la level si tende.
Un dolce ferrata ed il pesce è in canna. Una bellissima Iwana viene a salutarmi.

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I colori della Iwana , il salmerino del Giappone.

Che divertimento ,c’è un pesce in ogni buca!
Piuttosto sorprendente considerano che la profondità media delle buche è sui 10 cm circa.IMG_6289

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Ho catturato solo Nikko Iwana di piccola taglia (il pesce più grosso non superava i 27 cm).
Che colori incredibili però…

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Sono decisamente soddisfatto ma anche un pò stanco. E’ tempo di rilassarsi e passare il pomeriggio in tranquillità aspettando il coup de soir.
Il fresco torrentello e l’ombra degli alberi fanno presto da calamita al resto del gruppo ed in poco tempo ci ritroviamo tutti con i piedi(e non solo) a mollo ed una birra in mano. Ah, che bella la vita!

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Sembriamo un gruppo di bimbi in gita. 10 min. e siamo tutti inzuppati.
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Il pomeriggio passa in fretta tra scherzi , sieste e bagni alle Onsen ( sorgenti di acqua calda).
Arrivati a sera si decide per un coup de soir nel fondovalle del fiume Shogawa ma la situazione è piuttosto difficile. Forte vento e zero attività. Praticamente è impossibile lanciare. Si decide quindi di passare direttamente alla cena in una locanda del posto a nome…….”TENKARA”!Una vera locanda per pescatori!


Mangiare carne grigliata, bere birra e sakè ,parlare di pesca e fare gli idioti con gli amici.
Gli ingredienti per la felicità si trovano anche qui nel paese del sol levante.

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Si conclude così questo fantastico week-end.
Passare il tempo con gente allegra e simpatica rende la vita decisamente migliore.
Non trovate?  😉

A presto!

Saluti

Akai

Benvenuti!

Cari lettori ,

Benvenuti su Arikebari.wordpress.com!
Oggi comincia per me una nuova avventura e sopratutto una nuova grande sfida.
Descrivere e raccontare la Tenkara Giapponese attraverso un Blog.

Questo blog nasce dalla voglia di condividere le mie esperienze  sulla Tenkara. Esperienze che ho raccolto, e che sto tutt’ora raccogliendo, pescando e stando a contatto con i migliori conoscitori della tecnica , i Giapponesi.

L’obbiettivo è quello di arricchire questa pagina con video , racconti , articoli tecnici ,recensioni, interviste e tanto altro per permettere a tutti di imparare e scoprire qualcosa di nuovo su questa appassionante metodo di pesca.

Non sono quello che si potrebbe definire uno scrittore modello. Avrò quindi bisogno di tutto il vostro supporto e di tutta la vostra partecipazione per tenere il blog vivo e attivo!

Grazie e a presto!

Akai

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