Apertura 2016 – Tenkara Italiana

Cari amici,
Un viaggio di lavoro capitato con tempismo perfetto mi ha permesso di aprire la stagione di pesca 2016 sul mio patrio suolo, L’italia.
Prima di imbarcarmi sul volo Osaka – Milano non sapevo se sarei riuscito veramente a bagnare le mie moschette nei torrenti italiani. Avevo una tabella di marcia molto serrata con solo qualche giorno libero nel week-end che volevo , tra l’altro, dividere anche tra famiglia e amici.Tuttavia la forte speranza mi aveva indotto ad infilare canna , waders e scarponcini in valigia.
Mentre avvolgevo la mia daiwa sagiri nella plastica a bollicine, sotto lo sguardo divertito di mia moglie ,la mia mente passava in rassegna, senza sosta,  potenziali date, località , variabili meteo e molto altro.
Dopo l’arrivo in Italia e dopo alcuni giorni di lavoro , con mia grande felicità, l’idea di portare l’equipaggiamento da Tenkara si rivelava azzeccata. Una breve chiamata al mio caro amico Ryu-chan confermava i dettagli della giornata.
“Sabato 5 Marzo è libero, si va a pesca!!”

CLAUDIO TIRONI 

Durante la settimana lavorativa il tempo era accettabile ma , dio solo sa il perché ,Sabato era l’unico giorno in cui davano tempo infame. Temperature in forte calo , pioggia e neve. “Porca miseria Sig.Murphy*!” , “E’ l’unico giorno in cui posso pescare in Italia!”.
Optiamo per il fiume Serio in virtù della sua vicinanza a Milano e anche perché ero particolarmente interessato a conoscere un pescatore del posto che mi aveva affascinato con i video delle sue catture postati su Facebook. Il Sign. Claudio Tironi.
Con lui abbiamo appuntamento alle 11.00 al bar panetteria di Ponte Nossa.
“Un tipo veramente simpatico”penso,  mentre chiacchieriamo di pesca davanti ad un buon cappuccino. Claudio abita nella bergamasca e per lavoro passa spesso nelle vicinanze del fiume. Così , quando ha un momento libero e vede che le condizioni sono buone, tira fuori la sua canna da Tenkara per fare due lanci, catturando spesso pesci da sogno.

*Il Sig. Murphy della “legge di Murphy”

IL FIUME SERIO

Dimostrando grande gentilezza e disponibilità Claudio ci accompagna ad uno spot di sua conoscenza. Sfortunatamente non può pescare con noi a causa di altri impegni.
Una bella foto ricordo , una vigorosa stretta di mano e se ne va, lasciandoci soli con il fiume. E’ stato un vero piacere conoscerlo.

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Fa freddo. Ci sono 2°C e mentre ci avviamo verso il fiume la pioggia batte forte ed incessante sui nostri impermeabili. Un pescatore normale sarebbe rimasto a casa.
Guardo Ryuta, cercando di interpretare il suo stato d’animo. E’ fin troppo facile.
Il suo sguardo è perso tra le correnti ed i raschi e i suoi occhi esprimono fredda determinazione. “Bene” , penso , “il fiume lo ha già catturato”.

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Cominciamo a pescare. Io con la Ari kebari e Ryuta con la sua Ryuta kebari.
Pesco a sommersa. Sfrutto le correnti discendenti per portare la Ari in profondità per poi lasciarla derivare nella maniera più naturale possibile. Il pesce non è in attività e sospetto quindi che sosti pigramente vicino al fondo. Seguo con sguardo attento la level rosso fuoco che ,vibrando,  scorre sopra una bella lametta. All’improvviso la lenza sobbalza ed io ferro d’istinto. “C’è!”
La prima trotella della giornata appare in superficie.

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“Evviva!” il cappotto è evitato!
Mi fermo un attimo per godermi il momento e per osservare il mio amico.
Pratica la sua tecnica preferita. Posa la sua kebari galleggiante sul pelo dell’acqua a monte della sua posizione e ne segue la deriva a canna alta per far si che solo la mosca (neanche il tip) tocchi l’acqua. Verso la fine della passata porta poi la canna in direzione opposta alla corrente , pescando in trattenuta leggermente accompagnata.

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Pesca così per 20 minuti buoni senza prendere nulla finché il fiume decide di premiare la sua tenacia. Si apre infatti , con nostro grande stupore , una piccola finestra di attività.
Il pesce bolla e Ryuta ferra 3 trotelle una dietro l’altra. Lo vedo sorridere. Siamo entrambi contenti perché con il tempo che c’è le probabilità di cappotto erano veramente elevate.
Continuiamo a lanciare ed il tempo peggiora ulteriormente.  la temperatura si abbassa ancora e cominciano a scendere grossi fiocchi di neve.

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Non un grosso problema.Oramai abbiamo capito come mangia il pesce e siamo in pesca.
I pesci , di taglia interessante , cominciano a farsi vedere.

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I sassi , a causa della neve , diventano molto insidiosi. Fa molto freddo e la visibilità è scarsa. Ryuta mi confessa di far fatica a distinguere la sua kebari dai fiocchi di neve , tanto sono grossi.  Ma ci stiamo divertendo come non mai e non pensiamo minimamente di mollare. E via con altri bei pesci…

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Dopo 3 ore e mezza di pesca ed una ventina di pesci a testa decidiamo di ritirarci.
Ho i waders bucati e comincio a non sentire più i piedi.
Siamo infreddoliti ma al settimo cielo. E’ ora di fare la foto di fine giornata.
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Concludiamo questa spettacolare apertura consumando tè giapponese e onigiri prima…

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E cioccolata calda con biscotti a seguire.

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Che dire ,  quando vado a pesca con Ryuta vengono sempre fuori delle gran belle giornate!.

NOTE CONCLUSIVE

Ringrazio ancora calorosamente Claudio Tironi per la sua gentilezza.
Un doveroso ringraziamento va anche al caro amico Marco Biava per il supporto logistico senza il quale ne io ne Ryuta saremmo riuciti a prendere un solo pesce.
Sto parlando di una ottima colazione, di una canna da tenkara (avevo dimenticato la mia a Milano dopo averla portata dal Giappone)  e di impermeabili imbottiti ricevuti in ottimo stato e restituiti poi, con gran faccia tosta e vigliaccheria, completamente inzuppati. 🙂
Perdonaci bracco!

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Grazie e alla prossima avventura!

Saluti

AKAI

 

 

 

ATTREZZATURA

Mosca : Ari kebari su amo Maruto C47Bl del n.16
Tip : Toray Chosey high grade fluorocarbon 100%  0.148 mm.
Lenza : YGK ultra sight fluorocarbon del #2 (0,24 mm)
Canna : Tenkara Tanuki 375