La Ryuta Kebari

Buongiorno Tenkaristi!

Era da un pò di tempo che mi ronzava in testa l’idea di realizzare un video costruttivo sulla Ryuta Kebari (da qui in poi “R.K.” per comodità), la mosca creata da sua maestà, il Re dei bracchi Giapponesi, Ryuta Okano.  🙂

Scherzi a parte. Questa kebari dalla forma alquanto insolita ha riscosso e sta tuttora riscuotendo un enorme successo tra i pescatori Italiani. Perchè?                                             Beh, perchè è un dressing che per qualche ragione piace particolarmente alle trote.           Sia quelle italiane che quelle straniere (Io la uso con grande soddisfazione anche qui in Giappone).Non solo , la R.K. è talmente convincente da ispirare immediata fiducia nei pescatori che la usano. E si sa , la fiducia nel proprio artificiale è essenziale per una pescata di successo.
Con la R.K. ho preso di tutto durante tutto l’arco della stagione piscatoria.
Il periodo di maggiore efficacia , tuttavia , sembra situarsi tra la fine della primavera e l’inizio della stagione estiva. Questa kebari vuole imitare una grossa formica alata (Ryuta correggimi se ricordo male) e , guarda a caso , le formiche alate (e non) sono tra i cibi preferiti delle trote.

Il dressing ,a mio parere ,è un po troppo complesso per poterlo inserire nella categoria “Kebari tradizionali giapponesi” ma , in tutta franchezza, lasciare a casa una mosca così convincente è da sconsiderati ( o da pescatorelli).

Ma bando alle ciance , veniamo al sodo.
Se cliccate su “GUARDA IL VIDEO” qui sotto verrete rediretti direttamente al mio canale YouTube dove potrete visionare il video. Mi auguro che sia di vostro gradimento!

GUARDA IL VIDEO

 

Se il video vi è piaciuto mettete un like e lasciate un commento (anche qui sul blog).           Le critiche costruttive sono sempre apprezzate, sopratutto per principiante in materia di filmografia come me.

In omaggio per voi anche il disegno del dressing originale by Ryuta Okano.

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Andate e costruite! 🙂

Alla prossima!

Saluti

Akai

 

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Kii-Hanto 

Vorrei condividere con voi qualche foto della giornata di ieri passata a pescare in una bellissima ed Impervia valle nelle montagne del Kii-Hanto (Penisola di Kii). 

imponenti torri di roccia dominano il torrente ( circa 200 mt più in basso)

Membri della “spedizione” : Akai,Eiji Yamakawa , Hiroyuki Bunno, MasamiTanaka. 

Si parte!

Il bello delle montagne di questa parte del Giappone è che sono abbandonate alla natura. Un tempo la fiorente attività del taglio della legna garantiva la costante presenza dell’uomo e ,di riflesso , la tracciatura e manutenzione dei sentieri e delle baite . Il crollo del mercato del legno degli anni ’70/’80 ha però ribaltato la situazione e le montagne del Kii-Hanto sono ora frequentate solo dagli animali e dai pescatori più avventurosi che sfidano , carta e bussola alla mano, questi luoghi impervi e bellissimi.

Dal punto di partenza al punto di arrivo servono circa 3 ore di cammino misto ad arrampicata per affrontare circa 1200 mt di dislivello complessivo. Una camminata tosta su un terreno non facile dove , a causa delle rocce friabili, i migliori appigli sono spesso solo le radici degli alberi.  Bisogna inoltre stare attenti a dove si mettono le mani per evitare litigi con i pericolosi , benchè interessanti , rettili locali.

Mamushi – la vipera del Giappone ( Gloydius blomhoffii)

La sforzo fisico della camminata è però ampiamente ripagato dalla bellezza del torrente e dalla consapevolezza della presenza in esso di tante bellissime trote Amago ( anche di buona taglia) che ha detta del mio amico Eiji sono caratterizzate da macchie parr tondeggianti.

Alberi e acqua per km e km. Che spettacolo!

Avvicinandoci al corso d’acqua ci imbattiamo nelle rovine di una vecchissima baita montana ed ho la grande fortuna di fare un piccolo ritrovamento archeologico. Un pezzo di una coppa in ceramica con una rappresentazione dipinta a mano assolutamente squisita.
 

La trota Amago è un pesce molto difficile da pescare. Di tutti i salmonidi che ho avuto la fortuna di osservare l’Amago è indubbiamente il più astuto e scaltro. Concede un solo attacco all’artificiale e se la ferrata va a vuoto il pesce si intana per il resto della giornata.                     
Spesso, tale attacco, non è altro che un astuto colpo di coda dato al solo scopo di verificare che non si tratti di un tranello. Per catturare le Amago ( sopratutto quelle di buona taglia) bisogna quindi avere i nervi molto saldi e saper aspettare il momento giusto. Avendo un po di esperienza di pesca in Giappone non mi risulta troppo difficile realizzare diverse catture.
 

Eiji aveva ragione! Hanno le macchie Parr tondeggianti!

Un’altra bella trota Amago


Peschiamo con grande concentrazione dalle 9.00 alle 12.00. Il posto dove ci fermiamo è paradisiaco è decisamente adatto per cucinare e consumare i Sōmen,  finissimi spaghetti che , una volta cotti , vanno raffreddati con l’acqua del torrente. 

Set cucina da zaino per non farsi mancare nulla!

l’allegra brigata durante il pranzo


Ovviamente per un esuberante straniero come me un buon pasto non basta per raggiungere uno stato di totale relax.     Ho bisogno di sentire la natura sulla mia pelle e sentirmi vivo! Quale modo migliore di un bagno nell’acqua gelida? 🙂 

” V ” di Vittoria! Ho finalmente le chiappe al fresco!


Dopo il meritato relax riprendiamo a pescare. Siamo accecati dalla bellezza del torrente e dei suoi abitanti. Ragazzi , questi posti fanno veramente bene allo spirito. 

A pesca in uno smeraldo !

Amago di circa 26 cm , la più bella della giornata.

la Ryuta Kebari è una delle mosche più letali in questi posti


Quando ci si diverte il tempo passa in fretta ed in men che non si dica si fanno le 3 del pomeriggio. È ora di affrontare le 3 ore di cammino che ci separano dalla macchina. Partire alle 3 vi sembrerà presto ma in queste valli è obbligatorio rientrare per tempo per evitare di rimanere intrappolati dall’arrivo del buio che qui , in questa stagione, arriva verso le 18:30. Ricordate, la sicurezza prima di tutto! 

Eiji stanco ma felice dopo aver completato la camminata di rientro

Anche Tanaka deve riprendere il fiato

A chiudere il traguardo il signor Bunno. Quest’uomo ride sempre e con il suo inguaribile buon umore è una colonna portante del nostro gruppo.


Amici , per concludere vi dirò una cosa sola. Venite nel Kii – Hanto a pesca con me! Non ve ne pentirete! Promesso!!!

Saluti 

Akai

ATTREZZATURA

Mosca : Ryuta kebari su amo Maruto      D04 BL 

Tip : Toray Chosey high grade fluorocarbon 100% 0.148 mm.

Lenza : YGK ultra sight fluorocarbon del #2 (0,24 mm)

Canna : Daiwa custom Midori 4.5 m

Slamatore : Trout hook releaser by Ryuta Okano designs ( una vera bomba! ) 

SHOGAWA

 

Resoconto di una pescata estiva.

Venerdì sera ; Il week-end è finalmente arrivato.
Una rapida occhiata all’orologio , zaino in spalla e via , di corsa verso la stazione di Ibaraki dove ho appuntamento con  il mio amico Kura.L’appuntamento è per le 21 ma  alle 20.30  siamo entrambi in macchina ,emozionati e carichi di aspettative come due bambini al primo giorno di scuola.
La nostra destinazione è il fiume Shogawa , un famoso corso d’acqua situato nelle montagne della prefettura di Gifu (parte centrale dell’isola di Honshu).
Dopo 4 ore di macchina passate a parlare principalmente di pesca, eccoci finalmente nel paesino di Hirase , situato a poche centinaia di metri dal nostro obbiettivo.
Dopo pochi minuti ci raggiungono altri due amici , Otani  e Go. Qualche chiacchiera , una birra e via a nanna.
Il nostro albergo per la notte , o meglio , per qualche ora(la sveglia è per le 5), è il grosso parcheggio di un centro turistico.
Materassino in espanso , sacco a pelo e “taaac” ,a dormire per terra come un vagabondo (cosa perfettamente normale e sicura in Giappone).
La notte calma , rischiarata da una luna magnifica, mi culla dolcemente accompagnandomi verso un rapido sonno.

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Dopo qualche ora l’alba fa capolino e mi dice che è finalmente ora di andare a pesca. Evviva!!
Dopo pochi minuti di preparazione ( amo la semplicità della Tenkara)io e il mio amico Otani siamo pronti per pescare e con gli occhi ancora gonfi di sonno ci avviamo verso il  fiume.
I primi raggi di sole fanno capolino tra le montagne mentre l’acqua scorre gorgogliando.
Che sensazione di pace.

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Vabbè , sarà anche ora di vedere se qualche pesce ha intenzione di mordere la mia mosca.
Fluorcarbon dello 0,14 , una Ari kebari e via , comincio a lanciare sondando raschi , buche e correntine.

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Sono veramente sorpreso , questo torrente è strapieno di piccole trote Yamame che con grandissima voracità si avventano sulla mia kebari con sbandate ,salti , piroette e acrobazie degne di uno show di delfini.
Sono trote piccole ed inesperte che sbagliano spesso a mangiare la mosca. Scendo di misura misura dell’amo e ne prendo diverse. Certo , sono trote in miniatura , ma sono dei piccoli gioiellini.

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Anche il mio amico Otani che pesca davanti a me ne prende diverse. La cosa che mi colpisce di più , però , è il gioco di luce che rende la sua level line estremamente visibile. Ne approfitto per immortalarlo in foto.

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Sono passate un paio d’ore da quando abbiamo iniziato a pescare  ma il sole picchia e comincia a fare caldo. Decidiamo perciò di  spostarci a pescare in un piccolo riale in mezzo ad un bosco.L’ombra potrebbe aiutarci a realizzare qualche bella cattura.

Il riale è minuscolo e c’è poca acqua. Faccio un pò fatica a credere che possa ospitare pesci di taglia.Tuttavia Kura , che ci ha appena raggiunti , ci consiglia di provare lo stesso.

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Dopo essersi svegliato tardi anche il mio amico Kura decide di pescare un po.

Cambio mosca , è ora di usare la mia seconda mosca preferita, la micidiale  Ryuta kebari

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Ryuta kebari che sfarfalla da un esoscheletro di Plecottero.

Lancio con precisione in una piccola correntina e dopo pochi secondi la level si tende.
Un dolce ferrata ed il pesce è in canna. Una bellissima Iwana viene a salutarmi.

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I colori della Iwana , il salmerino del Giappone.

Che divertimento ,c’è un pesce in ogni buca!
Piuttosto sorprendente considerano che la profondità media delle buche è sui 10 cm circa.IMG_6289

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Ho catturato solo Nikko Iwana di piccola taglia (il pesce più grosso non superava i 27 cm).
Che colori incredibili però…

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Sono decisamente soddisfatto ma anche un pò stanco. E’ tempo di rilassarsi e passare il pomeriggio in tranquillità aspettando il coup de soir.
Il fresco torrentello e l’ombra degli alberi fanno presto da calamita al resto del gruppo ed in poco tempo ci ritroviamo tutti con i piedi(e non solo) a mollo ed una birra in mano. Ah, che bella la vita!

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Sembriamo un gruppo di bimbi in gita. 10 min. e siamo tutti inzuppati.
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Il pomeriggio passa in fretta tra scherzi , sieste e bagni alle Onsen ( sorgenti di acqua calda).
Arrivati a sera si decide per un coup de soir nel fondovalle del fiume Shogawa ma la situazione è piuttosto difficile. Forte vento e zero attività. Praticamente è impossibile lanciare. Si decide quindi di passare direttamente alla cena in una locanda del posto a nome…….”TENKARA”!Una vera locanda per pescatori!


Mangiare carne grigliata, bere birra e sakè ,parlare di pesca e fare gli idioti con gli amici.
Gli ingredienti per la felicità si trovano anche qui nel paese del sol levante.

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Si conclude così questo fantastico week-end.
Passare il tempo con gente allegra e simpatica rende la vita decisamente migliore.
Non trovate?  😉

A presto!

Saluti

Akai